L'energia Alternativa di maggiore rilevanza è quella derivata dal sole.
Con un impianto fotovoltaico, si raccoglie il calore che arriva sulla terra dal sole e con il solare termico lo si trasforma in energia utile per riscaldare acqua e far funzionare i radiatori.
Il settore Edile è sempre più attento alla ‘questione ambientale’ e, di conseguenza, la progettazione e la realizzazione di edifici-impianti è orientata a fonti di energia e tecniche che possano ridurre l’impatto ambientale, ecco perché negli anni è aumentato il ricorso ad impianti che sfruttino l’energia rinnovabile.
Ad oggi, infatti, come previsto dal Dlgs 28/2011, gli impianti di produzione di energia termica degli edifici realizzati o ristrutturati in base a titoli abilitativi presentati dal 1° gennaio 2018 devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l'acqua calda sanitaria e del 50% della somma dei consumi previsti per l'acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.
Per energia da fonti rinnovabili, ai sensi del Dlgs 28/2011, si intende l'energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica (accumulata nell'aria ambiente sotto forma di calore), geotermica (immagazzinata sotto forma di calore nella crosta terrestre), idrotermica (immagazzinata nelle acque superficiali sotto forma di calore) e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.
In caso di utilizzo di pannelli solari termici o fotovoltaici disposti sui tetti degli edifici, la norma prescrive che i componenti siano aderenti o integrati nei tetti, con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda.
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